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UNI EN ISO 3382-1:2009 TEMPI DI RIVERBERAZIONE E ACUSTICA DELLE SALE DA CONCERTO

UNI EN ISO 3382-1:2009 TEMPI DI RIVERBERAZIONE E ACUSTICA DELLE SALE DA CONCERTO

Notizia pubblicata in data 11-07-2010

L’UNI ci fornisce un prezioso contributo volto ad una migliore determinazione delle caratteristiche acustiche degli ambienti. Grazie alla recente pubblicazione della versione italiana e inglese della norma UNI EN ISO 3382-1:2009, apprendiamo finalmente quali siano i parametri acustici da considerare ai fini di una corretta valutazione delle sale da concerto. Tale norma è successiva alla UNI EN ISO 3382-2:2008,  nella quale venivano indicati i parametri per l’individuazione dei tempi di riverberazione negli ambienti ordinari, quali abitazioni domestiche, uffici, ristoranti, centri espositivi, impianti industriali, istituti sportivi e scolastici.

La pubblicazione di queste due norme sana una lacuna in ambito normativo. Mai, prima d’ora infatti, erano stati definiti i parametri  da utilizzare per la corretta misurazione delle proprietà acustiche degli edifici. Obiettivo di tali norme è dunque il rilevamento, la durata e l’incidenza del riverbero sia nelle sale da spettacolo (UNI EN ISO 3382-2:2009) che negli ambienti destinati ad altri usi (UNI EN ISO 3382-1:2009). In entrambe le norme vengono descritti il procedimento di misurazione, la strumentazione necessaria per la rivelazione, il numero di posizioni di misurazione e il criterio per la valutazione dei dati raccolti.
 
Il riverbero è un fenomeno acustico legato alla rifrazione delle onde sonore dirette verso un ostacolo posto innanzi alla fonte sonora. Per comprendere meglio questo fenomeno pensiamo ad esempio all’esecuzione di una banda musicale in una piazza. In tale circostanza potremmo facilmente riscontrare come gli elementi architettonici veicolino la rifrazione, provocando uno scuotimento delle onde sonore da un ostacolo contro l’altro, compromettendo fortemente la qualità acustica.
 
Il fisico acustico Sabine propose nel 1898 una formula per il calcolo del tempo di decadimento del riverbero oltre la soglia dell'udibilità. Tale formula si regge su tre principi:
  1. nessun orecchio umano è in grado di distinguere due suoni se prodotti reciprocamente a meno di 1/10 di secondo di distanza (Fenomeno della persistenza);
  2. il suono nell’aria (ad una temperatura di circa 20° C) raggiunge la velocità di 340 metri al secondo;
  3. la fonte sonora e l’ascoltatore si devono trovare nella medesimo asse rispetto all’ostacolo. 
Su tali premesse si comprende che esistono dei luoghi reputati idonei e altri inidonei alle esecuzioni musicali. Per la medesima ragione si sono resi necessari studi più approfonditi che hanno condotto alla pubblicazione di normative che definiscono e progettano luoghi deputati ad un’acustica eccellente. In tal senso si pensi all’Auditorium di Roma progettato dall’Architetto Renzo Piano.
 
In alcuni paesi oggi sono cogenti i requisiti della UNI EN ISO 3382-2:2008 che definiscono il tempo di riverberazione in alcuni ambienti quali uffici o aule scolastiche. Pensiamo all’eventualità di seguire una conferenza in una stanza in cui siano presenti soffitti con ampie volte: la rifrazione delle onde sonore sarebbe tale da non consentirci di distinguere chiaramente una parola dall’altra, vanificando di fatto l’uso di destinazione di tale ambiente.
 
Prima della pubblicazione di tali norme si riteneva che la riverberazione di un ambiente fosse sempre e comunque da considerare come unico parametro significativo. In seguito alla pubblicazione della UNI EN ISO 3382-2:2008 e UNI EN ISO 3382-1:2009 si evidenza invece come i livelli di pressione sonora, i rapporti di energia finali e iniziali, le rifrazioni di energia laterali e i livelli di rumore di fondo siano in realtà ulteriori parametri a cui dover far riferimento per una valutazione più completa delle proprietà acustiche degli ambienti.
 
Francesco Bennardis
Quality Italia Network
 
Immagine in apertura: Auditorium di Roma progettato dall'Arch. Renzo Piano.

Notizia pubblicata in data 11-07-2010